Gita fuori porta tra le panchine giganti

Gita fuori porta tra le panchine giganti

31 mag 2021 15:11

di Alessandra Mariani

in Europa

In tempi di pandemia, la necessità di esplorare e visitare luoghi è stata messa a dura prova. Non potendo uscire a lungo dalla propria regione o dalla propria nazione, non rimaneva altro da fare se non godere degli innumerevoli luoghi magnifici della nostra penisola. Regioni come Sicilia, Lazio, Campania, Toscana, Puglia hanno una ricchezza e un ventaglio di offerta decisamente interessante, ma per regioni “secondarie” dal punto di vista turistico, il turismo dietro casa è stata una sfida non da poco.

Le regioni più produttive d’Italia, Lombardia e Piemonte, vantano in realtà delle chicche interessanti per coloro che non vogliono perdere il gusto del viaggio e della scoperta.

Foto: Alessandra Mariani

Relativamente al Piemonte, durante i mesi di Giugno e Luglio è possibile osservare la fioritura della lavanda, nella provincia di Cuneo, in un piccolo paese chiamato Sale San Giovanni, non lontano da Ceva. Questo paesino, sconosciuto a molti, è diventato noto per la presenza appunto di diversi campi di lavanda che sono da subito diventati i protagonisti di molti scatti su Instagram dell’area.

L’atmosfera bucolica che si respira, ha attirato moltissimi turisti i quali, non potendo per mancanza di tempo o per impossibilità di varcare il confine e recarsi in Provenza, hanno preferito visitare i filari viola della provincia piemontese.

Foto: Alessandra Mariani

Per coloro che erano alla ricerca di ulteriori spunti nella zona (già ben famose le manifestazioni piemontesi legate al “Tartufo d’Alba” e alla zona del Monferrato) un’idea sicuramente fuori dalle classiche escursioni è la raccolta dei timbri sul passaporto delle Big Bench.

Foto: Alessandra Mariani

Le Big Bench, ovvero le panchine giganti, nascono dall’idea di Chris Bangle, americano, ma residente in Piemonte nel 2010. Chris fece installare la prima grande panchina nel suo terreno a Clavesana dove aveva sede la sua casa e il suo studio e questa panchina si affacciava sul paesaggio e l’aveva resa accessibile al pubblico, così da offrire uno spazio di osservazione dello splendido paesaggio circostante e offrire al pubblico uno spunto di riflessione degno di nota. Le panchine fuori taglia non sono una novità, ma l’innovazione portata da Chris Bangle è per la localizzazione delle panchine stesse, nel contesto appunto nuovo nel quale queste vengono collocate.

Foto: Alessandra Mariani

Chris sostenitore del concetto dell’individuo che spesso è alla ricerca di nuovi spunti, senza dare troppa importanza ad esperienze note, ma in un contesto differente ha letteralmente centrato l’obiettivo. Nel corso degli anni, altre panchine ufficiali sono state costruite in Piemonte e anche fuori da questa regione, senza fondi pubblici, solo grazie a sponsor privati. Chris si è offerto nell’impresa, fornendo gratuitamente disegni e indicazioni alle aziende costruttrici di panchine, ponendo la condizione che fossero poste in un punto panoramico accessibile al pubblico e che rispettassero lo spirito da lui tanto desiderato: niente installazioni private, ma parte di un’esperienza collettiva che tutti possono condividere visitando queste aree.

Foto: Alessandra Mariani

La sensazione che si prova sedendosi su una panchina è come un salto nel passato, si torna di nuovo bambini. Le panchine possono essere visitate in solitaria, con la propria famiglia o con un gruppo di amici e sono abbastanza larghe per accogliere più persone contemporaneamente, anche in tempi di distanziamento sociale.

Relativamente a questa filosofia di pensiero, è nato il Big Bench Community Project.
Il tutto ha avuto inizio con un progetto personale che ha coinvolto invece migliaia di persone, le quali hanno potuto godere di paesaggi meravigliosi osservandoli comodamente seduti su una panchina dalle proporzioni gigantesche.


Naturalmente le panchine hanno innescato un interesse molto ampio a livello di social, tanto da creare una relativa applicazione (in continua evoluzione) con le informazioni relative ad ogni panchina e un passaporto cartaceo dove raccogliere i timbri delle varie panchine visitate.

Le panchine ora sono circa 140 sparse principalmente nel Nord Italia, ma sono in continua fase di espansione. Alcune sono facilmente raggiungibili, mentre altre sono in luoghi pittoreschi, ma che prevedono un sentiero un po’ difficoltoso per raggiungerle.

Foto: Alessandra Mariani

Per coloro che desiderano unire la lavanda alle panchine giganti, la seconda metà di Giugno e la prima settimana di Luglio sono ottimi periodi per portare a casa scatti davvero suggestivi.

Le panchine possono essere visitate tutto l’anno, anche durante l’inverno con la neve per avere una versione “Cold” della panchina fotografata in estate. Alcune panchine si trovano in aree accessibili anche a persone disabili o a famiglie con passeggini.

È consigliato verificare l’ubicazione della panchina con le relative informazioni di difficoltà ed inoltre occorre verificare gli orari di apertura dei centri dove è possibile farsi apporre il timbro sull’apposito passaporto delle Big Bench.

Foto: Alessandra Mariani

Alessandra Mariani

Alessandra MarianiClasse 1980, fin da piccola passava le sue domeniche a Linate a vedere gli aerei decollare. La svolta a 5 anni, quando mamma e papà la portarono ad un incontro con il famoso esploratore Ambrogio Fogar. Ne rimase affascinata e salutò l’esploratore dicendogli che da grande avrebbe fatto il suo lavoro. Dall’età di 15 anni nel turismo, lavorando tra agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree, di autonoleggio e di crociera, ha girato tutti i cinque continenti. Ha vissuto 3 anni in Sud Africa, tra Città del Capo e la savana e si è occupata della realizzazione di documentari naturalistici per la TV nazionale. Specializzata in safari a piedi, in mountain bike, in canoa, in mongolfiera, nei safari artici e in tutte quelle esperienze indelebili nella memoria, si dedica oggi all’organizzazione di viaggi, alternando la vita di mamma.

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