Camargue, il safari a poche ore da casa!

Camargue, il safari a poche ore da casa!

La parola “Safari” evoca viaggi avventurosi con l’obiettivo di osservare animali nel loro habitat, ma comunemente viene associata a viaggi in terre lontane. Pochi sanno che esistono dei meravigliosi luoghi naturali a poche ore da casa.

Uno degli ecosistemi più suggestivi d’Europa si trova a solo 6 ore di auto da Milano

Questo paradiso è un lembo di terra di circa 75.000 ettari, dove stagni, piccole paludi, risaie (famoso infatti è il riso della Camargue) e sabbia, da origine ad un parco naturale molto suggestivo da visitare durante i mesi da Aprile ad Ottobre, passandoci un’intera giornata.

Per arrivare al Parc Ornithologique Pont de Gau, occorre attraversare la Provenza nel mezzo dei suoi campi di lavanda e girasoli e la città di Arles, meglio conosciuta come la città di Van Gogh e dei campi di girasoli dove le testimonianze del grande pittore non mancano di affascinare turisti provenienti da tutto il mondo. L’ingresso del parco è situato nel cuore della Camargue, questa regione francese attraversata dal fiume Rodano che da origine appunto alla sua foce di numerosi acquitrini che creano un ambiente naturale imperdibile per ogni appassionato di birdwatching.

Per arrivare all’ingresso del parco, si percorre un’unica strada che vede campi ed acquitrini da entrambi le parti. La zona è fortemente soleggiata e non ci sono molti ripari dal sole, ma in compenso è un tripudio di aironi cenerini, aironi guardabuoi e di bellissimi cavalli bianchi (gli appunto famosi cavalli della Camargue) che costeggiano la strada. Non è insolito vedere questi magnifici esemplari con un airone bianco guardabuoi sulla schiena. In questa strada è possibile osservare le fattorie con i butteri ovvero i guardiani dei cavalli e dei bovini; edifici bianchi per contenere il calore del forte sole che caratterizza l’estate della Camargue.

La vita scorre lenta in questa terra, caratterizzata da un aspetto bucolico e di altri tempi, seguendo lo scandire dei ritmi della natura: sveglia all’alba per gestire al meglio gli allevamenti dei bovini, per la coltivazione del riso e la raccolta di sale nelle saline circostanti, fino al tramonto, orario prediletto dai turisti per le famose passeggiate con i cavalli bianchi e per scattare fotografie memorabili dei tramonti infuocati che ogni giorno la natura regala in questa zona, caratterizzati da cavalli che corrono nell’acqua creando un effetto incredibile dal punto di vista fotografico.

I protagonisti indiscussi di questa regione, sono i fenicotteri rosa che popolano la laguna.

Studi recenti hanno osservato che nel pieno della capacità massima del parco, si arriva ad avere una popolazione di fenicotteri pari a 15.000 unità, che crea una gigantesca macchia di colore rosa all’interno della laguna. Anche nel periodo di minima presenza di questi eleganti uccelli, è possibile osservarne le grazie di almeno 200 esemplari che si muovono insieme al tramonto davanti all’unica struttura presente nel parco, un piccolo bar con pochi tavolini all’ombra che si affacciano sulla laguna. Poche volte capita di gustarsi una bibita fresca con uno spettacolo del genere davanti agli occhi. I tavolini sono ben riparati, ma sotto la tettoia diverse coppie di uccelli nidificano e non è raro sorseggiare una bevanda ed assistere alla nutrizione da parte dei genitori dei piccoli pulli nei nidi.

Il percorso all’interno del parco si compone di 16 punti di avvistamento che includono torrette, sponde e un piccolo ponte. Occorre essere preparati per passare una giornata all’interno del parco: crema solare, acqua, qualche snack, occhiali da sole e visiera/cappello per il sole e spray repellente per insetti, in quanto è possibile la presenza di zanzare per via degli acquitrini. Le temperature sono davvero alte e non ci sono molti ripari nel parco. Tale parco è accessibile anche con il passeggino, in quanto i percorsi sono in piano, ma occorre tenere presente che le ore migliori per i bambini sono al tramonto. E’ possibile accedere al parco poco prima della chiusura e fermarsi fino alle 21 (le ore migliori per la luce e per scattare fotografie).

I fenicotteri della Camargue sono diventati sempre più famosi, cavalcando l’onda della “Flamingo mania” degli ultimi anni, tanto è che la cittadina della Camargue ne ha fatto un segno distintivo e di marketing. Questa piccola cittadina o forse grande villaggio a misura d’uomo, è Sainte-Marie de la Mer, località turistica con diversi ristoranti che propongono la cucina regionale locale. Camminando lungo le strade di questo paese i riferimenti ai fenicotteri sono continui: statue, insegne, nomi di negozi, souvenir nei negozi. Anche qui la presenza di uccelli è massiccia: gabbiani in spiaggia, rondini in un numero impressionante che volteggiano a decine nel cielo; rondini che nidificano nelle insegne dei negozi.

Le esperienze da provare sono diverse, ma gli stagni del Parc Ornithologique du Pont de Gau sono sicuramente l’attrazione più famosa.

È possibile inoltre trascorrere una giornata in bici sulla Digue à la Mer, fra distese d’acqua, sabbia e fenicotteri che volano sopra la vostra testa. Decisamente un’esperienza da non perdere!

Oltre alle passeggiate a cavallo sulle spiagge bianche al tramonto, è possibile assistere ad una manifestazione importante che si tiene sia ad Arles che a Sainte-Marie de la Mer, la “Feria”, una corrida non violenta, dove il protagonista-eroe indiscusso è il toro. Non vengono usati uncini o altri strumenti di tortura come nelle classiche corride, ma il toro indossa una coccarda colorata che l’uomo dovrà’ recuperare a mani nude correndo insieme al toro libero nell’arena. Nonostante non ami alcun tipo di manifestazione dove gli animali vengono sfruttati o feriti, questa tradizione è fortemente radicata in Camargue, dove il toro è considerato come il padrone incontrastato di queste terre, tanto è che si ergono statue o si commemorano tombe di questi forti animali. Per godere appieno di questo luogo occorre considerare almeno un paio di notti di permanenza; almeno una notte in più se si decide di visitare anche Arles e seguire la via di Van Gogh. Il ritmo scorre lento in queste aree e un soggiorno veloce ne pregiudicherebbe l’esperienza.

 

Camargue, il safari a poche ore da casa!

 

Alessandra Mariani

Classe 1980, fin da piccola passava le sue domeniche a Linate a vedere gli aerei decollare. La svolta a 5 anni, quando mamma e papà la portarono ad un incontro con il famoso esploratore Ambrogio Fogar. Ne rimase affascinata e salutò l’esploratore dicendogli che da grande avrebbe fatto il suo lavoro.Dall’età di 15 anni nel turismo, lavorando tra agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree, di autonoleggio e di crociera, ha girato tutti i cinque continenti. Ha vissuto 3 anni in Sud Africa, tra Città del Capo e la savana e si è occupata della realizzazione di documentari naturalistici per la TV nazionale. 
Specializzata in safari a piedi, in mountain bike, in canoa, in mongolfiera, nei safari artici e in tutte quelle esperienze indelebili nella memoria, si dedica oggi all’organizzazione di viaggi, alternando la vita di mamma.
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