Alla ricerca degli orsi polari

Alla ricerca degli orsi polari

Tra i safari più emozionanti e allo stesso tempo estremi, c’è quello alla ricerca degli orsi polari. Tali animali, purtroppo, a causa dello scioglimento della calotta polare e all’innalzamento del livello dei mari per via del surriscaldamento globale, sono destinati ad estinguersi tra meno di 50 anni. 

L’orso polare vive nell’emisfero boreale e il suo habitat si trova nelle aree artiche del Canada, nella tundra canadese appunto e nell’arcipelago delle Svalbard, isole appartenenti alla Norvegia. L’orso polare, a differenza degli altri plantigradi, non entra in letargo. Tali animali possono essere avvistati nel pieno della stagione tra Ottobre e Novembre nella tundra canadese; le temperature sono rigide, anche – 30°, – 38° sotto lo zero.

La “Dama Verde”

Credits Alessandra Mariani

Tali temperature sono quelle ideali per poter ammirare un altra bellissima manifestazione della natura: la “Dama verde” per gli appassionati, l’Aurora Boreale per tutti gli altri. È chiamata la “Dama verde” perché sembra danzare nei cieli e il colore predominante dell’Aurora è proprio il verde.

Per assistere a questo spettacolo, occorrono principalmente 3 ingredienti:

  • rigide temperature;
  • bel tempo con un cielo pulito;
  • fortuna

È possibile verificare tramite appositi siti chiamati “Osservatori dell’Aurora” le previsioni per i giorni migliori per osservarla. Nella tundra canadese, la capitale degli orsi polari è Churchill, piccolo paese che si sviluppa lungo la baia di Hudson in Manitoba. Tale area è popolata da diversi esemplari e la possibilità di successo dell’avvistamento è molto alta.

L’incontro con l’orso bianco nella Wildlife Management Area

Gli orsi possono essere avvistati saltuariamente in città, ma il luogo per osservarli in sicurezza è l’area naturale protetta dove non possono accedere veicoli e persone non autorizzate. Questa area è la WMA, acronimo che sta per Wildlife Management Area. Immaginate km e km di tundra senza alcun veicolo intorno; il silenzio della natura regna sovrano e può capitare di incontrare lungo il percorso l’orso bianco. Tale creatura sembra molto tranquilla, ma è solo un’apparenza. Vivere in un mondo ovattato, senza alcun rumore intorno e senza alcun colore che differenzi la sua visione, lo fa apparire come un animale pacato che cammina alla ricerca del suo pasto. In realtà questo animale, proprio per l’ambiente in cui vive, ha sviluppato poco il senso dell’udito e quello della vista, ma compensa alla grande con l’olfatto.

Le giornate si articolano tra escursioni a bordo del “Tundra buggy” un veicolo attrezzato per transitare su aree artiche. Tale veicolo è riscaldato ed è possibile osservare in piena sicurezza gli orsi polari dai suoi finestrini. Questo veicolo, sul retro dispone di una terrazza esterna dalla quale è possibile (temperatura permettendo che raggiunge anche i – 38°) osservare gli orsi ancora più da vicino. Un orso maschio raggiunge i 680 kg di peso e gli esemplari più grandi, alzandosi su due zampe possono sfiorare i 3 metri.

Credits Alessandra Mariani

L’esemplare più grande in assoluto fu avvistato nel 1960 nell’Alaska nord occidentale. Superava i 1.000 kg e su due zampe misurava i 3,39 metri. È abbastanza frequente (in tutta sicurezza) a bordo del Tundra buggy, vedere un orso che si alza sulle due zampe e che cerca di allungare il muso verso il finestrino, per annusare l’odore delle persone a bordo. 

Per coloro che volessero unire l’esperienza degli orsi polari unita all’osservazione dell’Aurora boreale, è possibile pernottare a bordo nel mezzo del nulla, nel silenzio più assoluto.

Per coloro che invece preferiscono la stagione estiva, è possibile effettuare gli stessi safari, ma senza la neve intorno, ma osservando gli orsi a caccia in mezzo ai fiori della tundra, con la possibilità di osservare una fauna più ampia, visibile durante i mesi estivi.

In entrambi i casi, l’area di Churchill in Canada è la migliore area in assoluto per il numero di avvistamenti.

Le isole Svalbard in Norvegia invece, facendo parte di un arcipelago, sono visitate con ex vascelli di ricerca riadattati a navi per turismo, intervallando escursioni in gommone Zodiac ed escursioni a terra. Le Svalbard sicuramente vantano un paesaggio suggestivo rispetto a Churchill, ma il numero di avvistamenti è decisamente inferiore. Per entrambi i luoghi, i voli per arrivarci non sono pochi.

 

Sei pronto per la tua avventura polare?

Alessandra Mariani

Classe 1980, fin da piccola passava le sue domeniche a Linate a vedere gli aerei decollare. La svolta a 5 anni, quando mamma e papà la portarono ad un incontro con il famoso esploratore Ambrogio Fogar. Ne rimase affascinata e salutò l’esploratore dicendogli che da grande avrebbe fatto il suo lavoro. Dall’età di 15 anni nel turismo, lavorando tra agenzie di viaggio, tour operator, compagnie aeree, di autonoleggio e di crociera, ha girato tutti i cinque continenti. Ha vissuto 3 anni in Sud Africa, tra Città del Capo e la savana e si è occupata della realizzazione di documentari naturalistici per la TV nazionale. Specializzata in safari a piedi, in mountain bike, in canoa, in mongolfiera, nei safari artici e in tutte quelle esperienze indelebili nella memoria, si dedica oggi all’organizzazione di viaggi, alternando la vita di mamma.
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